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I want to book lunch for the 3 days for Euro 25

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Iscrizioni

Prenoto il pranzo per le 3 giornate (Euro 25)

(facoltative, a pagamento)

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ACCONSENTO

Voice Hearers – Uditori di voci

16th November 13.00 English Subtitles

17th November 13.00 Italian Subtitles

Mental Health Department, via Weiss, 5 Trieste

“Voice Hearers”

(Futura TV Production, Brazil, Broadcast June 2017, Italian Premier)

This documentary Voices Hearers follows the daily lives of three people showing how they deal with their voices in their lives. Their stories and the opinions of their relatives and neighbors about their experience is explored. Award winning and strongly recommended for anyone who wants to know more about the experience of hearing voices.

“Uditori di voci”

Il documentario segue la vita di tre persone mostrando come convivono con le voci nella loro quotidianità. L’esperienza è esplorata anche in relazione ai loro cari e rapporti con il vicinato. Il documentario ha vinto diversi premi ed è consigliato per coloro che volessero saperne di più sull’argomento dell’udire le voci.

Due come noi che …

Venerdì 17, ore 20.30, Teatro Orazio Bobbio, Via del Ghirlandaio, 12

DUE COME NOI CHE…

concerto musicale con Gino Paoli e Danilo Rea

A settembre del 1974 Gino Paoli tenne uno dei primi concerti nell’Opp di San Giovanni che apriva i cancelli e le porte, e tanti giovani triestini entravano per la prima volta nella città dei matti.

Da allora, tante volte è tornato a testimoniare il suo aiuto al lavoro di liberazione.

L’ultima volta con Danilo Rea in occasione dei trent’anni della legge 180.

Dopo più di quarant’anni siamo ancora qui a gioire del cammino fatto insieme e dell’amicizia profonda che lega Gino Paoli a tutti i matti di Trieste, protagonisti della loro stessa liberazione

 

DUE COME NOI CHE…

concerto musicale con Gino Paoli e Danilo Rea

Prosegue con successo l’avventura LIVE del duo che per l’occasione sarà in scena con lo spettacolo “Due come noi che…”, un prezioso esempio di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana e internazionale.
“Due come noi che…” ha già collezionato numerosi sold out nei concerti sui palcoscenici più prestigiosi in Italia e all’estero, incantando ed emozionando il pubblico ogni volta. Un successo che di certo non stupisce dato il calibro degli artisti on stage: la voce e il carisma di Paoli, uno dei più grandi autori e interpreti della canzone nostrana, affiancata da uno dei più lirici e creativi pianisti riconosciuti a livello internazionale come Danilo Rea.

 

(Per il concerto, visto il tutto esaurito previsto, sono riservati 20 posti per i convegnisti. Rivolgersi alla segreteria del convegno entro le ore 13 di venerdì)

Homo sum

Venerdì 17 novembre, alle 18.30, Sala espositiva Lux Art Gallery, via Rittmeyer 7a

inaugurazione della mostra fotografica / Inauguration photographic exhibition

HOMO SUM: “Nulla di ciò che è umano mi è estraneo” / “Nothing human is alien to me

Progetto fotografico per la sensibilizzazione sullo stigma nella salute mentale.
A photographic project for the sensitization against the stigma in Mental Health

La mostra presenta una selezione di ritratti in bianco e nero di 60 persone provenienti dall’ambito della salute mentale di Trieste e non. Attraverso l’arte della fotografia, il progetto vuole contribuire alla promozione di una cittadinanza empatica verso la realtà della sofferenza mentale, valorizzando un aspetto spesso dimenticato, quello della normalità, della sfumatura, della bellezza. La mostra prevede un percorso espositivo che guida gradualmente il visitatore all’esperienza dell’”assenza di categorie”, attraverso un allestimento fotografico caotico e anti-convenzionale, ma anche affiancando alla fotografia altri mezzi espressivi quali la scrittura letteraria e un filmato. La mostra ha come obbiettivo quello di varcare quanti più confini possibili: fisici o psicologici, ovunque essi impediscano la comunicazione tra persone. Con questa vocazione parallelamente all’esposizione in città presso la Lux Art Gallery, la mostra sarà presente anche nella Casa Circondariale Coroneo di Trieste, dove un’ala dedicata ospiterà alcuni dei ritratti per coloro che vivono la quotidianità del carcere.

The exhibition presents a selection of black and white portraits of 60 people from the mental health area in Trieste as well as from outside the area. The project is aimed at promoting empathy towards the mental disease, valorizing, thank to the photographic art, the aspects of normality and beauty, often neglected. The exhibition is thought to gradually guide the visitor in an experience of “no-categorization”, through a photographic setup that is deliberately chaotic and anti-conventional, but also through the integration with other forms of art, that are literary writing and videotaping. The objective of our project is to cross any boundary, physical as well as psychological, preventing human communication. Pursuing this objective, in parallel to the exhibition at LuxArt Gallery, another exhibition of Homo Sum will take place in the Trieste‘s Detention Center “Coroneo”, where some of the same portraits will be implemented.

By: Cristina Bonifacci, Silvia Zidarich, Federica Giordari, Lucia Culot e Giulia Franco

Promoted by A.P.S. Nadir Pro – In collaboration with: S.A.R-DSM, Associazione di Volontariato Franco Basaglia

Photography by: Cristina Bonifacci, Text by: Silvia Zidarich, Counselor in production: Omar Soffici, Presentation by Maria Campitelli

Nebbia in agosto

Giovedì 16 novembre, alle ore 20.30, presso il Teatro Miela (Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, 3)

Alla presenza di Michael von Cranach:  

Proiezione del film: Nebbia in agosto (Nebel im August) di Kai Wessel, con Ivo Pietzcker e Sebastian Koch (2016)

Ernest Lossa, bambino tedesco, zingaro, di minoranza Jenisch, ritenuto insufficiente mentale venne ucciso con un’iniezione letale quando aveva 14 anni. Aveva resistito per più di 6 anni ai tentativi di esecuzioni. Sembra invece che fosse particolarmente simpatico, servizievole e intelligente, tanto da ingraziarsi infermieri e aguzzini, resistendo nel chiuso dell’istituto alle violenze e alle vessazioni. Riusciva sempre a rubare una mela, a farsi dare una doppia razione di minestra o una coperta. Al compimento del quattordicesimo anno, una diligente e corpulenta infermiera non fu capace di sottrarsi all’ordine. La singolare e struggente storia di Lossa è diventata un libro e poi un film.

Tutto comincia nel 1920 dalla pubblicazione di un libro. Karl Binding e Alfred Hocke, il primo professore di diritto penale a Lipsia, il secondo di clinica psichiatrica all’Università di Friburgo pubblicano Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens (Il permesso di annientare vite insegne di vita). L’incontro di un giurista e di uno psichiatra istruisce un dispositivo terribile e inumano che sperimenta le pratiche dello sterminio e aprirà la strada ai campi di concentramento. Essi affermano che la vita degli handicappati, dei bambini disabili, degli schizofrenici cronici negli ospedali psichiatrici sia una vita indegna.

Alla fine si afferma che la loro uccisione non può costituire “alcun crimine”, ma anzi un atto medico consentito e lecito. Quanto sta accadendo e accadrà fino quasi alla fine degli anni ‘50 rappresenta forse il momento di maggiore espressione e successo della psichiatria biologica, dell’eugenetica, del mito della razza, del sogno della bonifica umana. Le conseguenze sono indicibili, i numeri non restituiscono quell’orrore e tuttavia saranno circa 70.000 i bambini fatti sparire e più di 200.000 i disabili e i pazzi cronici. Ma ancora gli effetti e le conseguenze di questa scellerata ideologia medico-psichiatrica non si concludono in quel tempo, gli anni ’30 e ’40, e in quello spazio, la Germania nazista, ma si trascinano in teorie e pratiche che sottendono talvolta anche in termini sfacciatamente palesi l’operare intorno alle persone con disturbo mentale, oggi. “Questa è la storia di uno sterminio di massa di cui si parla solo in certi convegni di psichiatria. Ci sarà un motivo per cui altrove non se ne parla? Credo sia perché sappiamo che ci fu uno sterminio, lo sappiamo già che c’erano i campi di sterminio. I dettagli non ci interessano più perché la sostanza non cambia. È roba che fa star male, ci vuole uno sforzo per rimetterci mano. I nazisti, il male, la guerra … vien da dire basta prima di cominciare.” Gli psichiatri di per sé sono stati sempre molto refrattari a riconoscere questa storia. La rimozione è stata gigantesca. Tant’è che ci è voluto quasi mezzo secolo prima che se ne parlasse in un convegno internazionale di psichiatria. È stato Michael von Cranach, direttore dell’istituto psichiatrico di Kaufbeuren, ad avviare una lunga e puntigliosa ricerca negli archivi dell’ospedale psichiatrico da lui diretto nella regione di Monaco di Baviera. Per la prima volta, i risultati della ricerca furono presentati al nono congresso mondiale di psichiatria ad Amburgo nel 1999.

È recente il maldestro tentativo di recuperare le neuroscienze e la genetica a sostegno dell’oggettiva presenza di determinanti biologici che sarebbero responsabili dei comportamenti, della malattia, della possibilità di definire la guaribilità o l’inguaribilità. Dietro alle immagini colorate del cervello, troveremmo le stesse ideologie scientifiche che resero potente la psichiatria  degli anni ’20 e ‘30. Nelle pratiche odierne ancora una volta l’incontro scellerato di una biologia psichiatrica e di una giurisprudenza in cerca di parametri oggettivi per misurare l’umana sofferenza, rischia di produrre disastri. Non accadde la stessa cosa nel 1920 nell’incontro del giurista Binding e dello psichiatra Hocke? Ma a cosa serve mettere in luce questa storia? A cosa serve se oggi noi facciamo fatica a riconoscere nelle pratiche psichiatriche in Italia come nel resto del mondo, ovunque, culture che ancora non riescono ad abbandonare quelle radici? È del tutto evidente che occorre conoscere, indagare, entrare nei luoghi della “malattia mentale oggi” e registrare, divenire consapevoli di quanto ancora accade.

 

Nebbia in agosto: Nella Germania del Sud dei primi anni ’40, Ernst Lossa è un tredicenne di etnia nomade jenisch, orfano di madre e con un padre ambulante che non può prendersene cura. Dopo una trafila di famiglie affidatarie e il riformatorio, arriva nel reparto psichiatrico dell’ospedale gestito dal dottor Veithausen con la nomea di ragazzo problematico. Rassicurato dalle promesse del medico, Ernst si fa ben volere e trova uno scopo nell’aiutare i ragazzi più deboli. Ma quando scopre che un numero crescente dei suoi amici muore per misteriose e fulminanti polmoniti, capisce che vengono uccisi e cerca di ribellarsi con tutta la forza della sua innocenza a una macchina inumana lanciata alla sua massima potenza.

Non sono razzista ma

Giovedì 16 novembre, alle ore 18.00, presso il Teatro Miela

(Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, 3)

 presentazione del libro:

 “Non sono razzista, ma: La xenofobia degli Italiani e gli imprenditori politici della paura”, di Luigi Manconi e Federica Resta – Feltrinelli Editore – 176 pagine

Il Gruppo di protagonismo Articolo 32 ne parla con Luigi Manconi, Gianfranco Schiavone, Peppe Dell’Acqua

Non sono razzista, ma” illustra un meccanismo psicologico tanto elementare quanto diffuso, che mira a prendere le distanze dalle parole e dagli atti che ci tradiscono e contraddicono ciò che pensiamo di essere, o che magari vogliamo far intendere di essere. Ma ormai è entrata in crisi l’interdizione morale nei confronti di parole e atti xenofobi, che aveva costituito una sorta di presidio linguistico e culturale, ma anche sociale e politico, rispetto al ricorso a pratiche di esclusione e discriminazione.

Forse davvero sta cadendo il tabù del razzismo nella società italiana. Luigi Manconi e Federica Resta lanciano un grido d’allarme in questo pamphlet di grande urgenza: l’intolleranza etnica ha trovato spazio nel discorso pubblico e nella sfera politica, legittimando comportamenti fino a ieri censurati, grazie a figure pubbliche che fanno del proprio ruolo istituzionale (come nel caso del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli) una risorsa significativa di produzione e legittimazione dell’ostilità sociale nei confronti dello straniero. Manconi e Resta dimostrano che queste figure pubbliche corrispondono a un tessuto in crescita di piccoli e grandi imprenditori politici dell’intolleranza, capace di produrre anche casi paradossali di “razzismo democratico”, come i Centri di identificazione e di espulsione per stranieri irregolari, un sistema incompatibile con diversi princìpi costituzionali, eppure tollerato dalle istituzioni. Un libro fondamentale per evitare l’errore di indugiare nel “peccato dell’indifferenza”

Leros. Il mio viaggio

Alla fine degli anni Ottanta una giovane fotografa sufficientemente sprovveduta, adeguatamente incosciente per essere in grado di infiltrarsi in luridi meandri di un lager insulare ruba cento scatti all’omertà, al nascondimento, alla vergogna di un paese, di una cultura, di una professione.
Le prime pagine di alcuni quotidiani europei ne avevano già segnali, ma Antonella Pizzamiglio documenta, illustra, si sofferma, ci sta sopra, coglie l’enormità di quel che vede: ce lo consegna e ai funzionari dell’Unione Europea i documenti spalancano necessità – possibilità di intervenire.
Due èquipes da Maastricht e da Trieste possono essere inviate dalla CEE* a Leros e in un tempo non certo breve ma decisivo cambiare radicalmente i destini del luogo e degli internati.
Un’altra occasione per decidere ruolo e importanza del compito di non nascondere nulla, svelare realtà, conoscere per trasformare: l’uso straordinario di uno strumento straordinario perchè nessuno potesse più dire di non sapere e perchè nessuno possa più dire in futuro che le cose non stavano così.
Ho visto partire Antonella e l’ho vista tornare.
Le foto stavano lì, ma era chiaro che stavano ormai anche dentro di lei – come divennero non dimenticabili immagini per molti di noi.
Franco Rotelli

*Comunità Economica Europea in seguito prese il nome di Unione Europea

LEROS Il mio viaggio sarà visitabile  in orari che saranno comunicati

Il percorso fotografico di Antonella Pizzamiglio contiene oltre 60 fotografie divise in 4 sezioni; la testimonianza di un viaggio iniziato nel 1989 e non ancora concluso

LEROS IERI – reportage realizzato nel 1989 all’interno del manicomio dell’isola greca del Dodecaneso. (1989)
LEROS OGGI – per dare un nome e una dignità che in passato non c’erano. (2011)
LA VERGOGNA DELL’ABBANDONO – le strutture e il senso di vergogna di un passato ancora presente. (2011)
L’ISOLA DEI PROFUGHI – (2016)

La mostra è organizzata dalla cooperativa sociale La Collina in collaborazione con Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste – Dipartimento di Salute Mentale, cooperativa sociale Reset, Agenzia Sociale 2001.

 

Urban Mental Health

Una delegazione di rappresentati delle istituzioni sanitarie, sociali e giudiziarie di Los Angeles, guidata da Kerry Morrison (direttrice esecutiva dell’Hollywood Property Owners Alliance) e dal professor Allen Frances (della Duke University, USA) si troveranno a Trieste per incontrare omologhi locali per una sorta di gemellaggio.

I membri della delegazione sono particolarmente interessati a comprendere e studiare modelli alternativi per la presa in carico di persone con disturbi mentali gravi, condizioni di marginalità sociale e problematiche giudiziarie.

Nella mattinata la delegazione di Los Angeles sarà guidata in un percorso di esplorazione del sistema dei Servizi di salute mentale triestini, si recheranno presso il Centro di Salute Mentale nr. 3 di Domio e presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura.

Assecondando una richiesta specifica dei nostri ospiti, nel pomeriggio, è previsto un momento di confronto e dialogo sul tema delle politiche sanitarie, sociali e giudiziarie tra i membri della delegazione americana e i rappresentanti locali delle istituzioni. È nostra intenzione discutere con i membri della delegazione americana il “modello Trieste” come esempio di welfare locale orientato all’inclusione sociale attraverso una solida rete di integrazione delle politiche sociosanitarie.

Per tale motivo sono stati contattati i rappresentati delle diverse agenzie e istituzioni della città, per costruire un dialogo costruttivo e di scambio con le loro controparti statunitensi.

La delegazione di Los Angeles è composta da:

  • James Bianco, Judge, Superior Court, Mental Health Court
  • Brian Bixler, Lieutenant, Los Angeles Police Department, Mental Evaluation Unit
  • Annadennise Briz, Seargent, Mental Evaluation Team, LA Sheriff Dept.
  • Pietro D’Ingillo, Law Enforcement Psychologist, L.A. Sheriff Department
  • Sarah Dusseault, Chief of Staff, City Council District 4; member, Los Angeles Homeless Services Authority
  • Caroline Kerry, Chair, L.A. County Mental Health Commission
  • Kerry Morrison, Stanton Fellow, Executive Director of the Hollywood Property Owners Alliance
  • Phyllis Owens, Program Director, Community Partners
  • David Petrocelli, Lieutenant, Los Angeles County Sheriff
  • Patricia Giggans, Civilian Oversight Commission; LASD, Chair Committee on Mental Health Eval. Team
  • Anthony Ruffin, Supervisor, Homeless Outreach; The People Concern (Skid Row)
  • Jonathan Sherin, Director, Los Angeles County Department of Mental Health
  • Brittney Weissman, Executive Director, LA County Chapter, National Alliance for Mental Illness (NAMI)
  • Tracey Whitney,L.A. County District Attorney’s Office, Mental Health Deputy

Information and registration

Registration deadline: 9th November.

Beyond that date, send the request at: who.cc@asuits.sanita.fvg.it

 

Limited places are available. Priority will be given to established partnerships with WHO Collaborating Centre of Trieste

Information and registration:

Application fee: Euro 100,00

The registration fee includes access to conference sessions (plenary sessions and parallel sessions), to masterclasses and events, to coffee breaks and light lunches (16-17-18 Nov.), as well as to meeting literature and on line presentations.
Free registration is possible – on request – for persons with Lived Experience of mental health issues, members of volunteer associations and members of registered social promotion associations.
Is possible – on request – to participate as listeners to the workshops and masterclasses.

Study visit on 15 november

Reservations ended

 

  • The System of Community services of Mental Health – Study visit to some key services
  • Social cooperatives: entrepreneurship for inclusion – Workshop and meetings with local A type and B type Social Cooperatives: mission, organization and development perspectives
  • Association activities between participation and active citizenship – Meetings with local Associations: best practices presentation
  • The “microarea project” between community based welfare and social innovation – Presentation and study visit among some different headquarters of the “Microarea Project”

 

Abstract

It is possible to send an Abstract, filling in the attached form (download it) to the following mail: who.cc@asuits.sanita.fvg.it

(The abstracts will be submitted to the Scientific Committee prior to their publication. Deadline 31st October)

 

Segreteria organizzativa:

Enjoy Events

Infoline: +39.0165.45858

Contacts / contatti: trieste2017@enjoyevents.it

abstract